Cosenza ComiCS is coming… 27-28-29 Marzo!

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Li abbiamo visti partire lo scorso anno qui, ora manca solo una settimana al Cosenza ComiCS ed il caro Kepler il Lupo scalpita. Ed io giocando in casa ovviamente ho deciso di incontrare il gruppo di ragazzi che sta dietro alla prima fiera del fumetto di Cosenza.

Allora ragazzi, partiamo con le presentazioni, parlateci un po’ di voi.

MARCO: Salve a tutti, siamo Carlo, Sante e Marco, alcuni degli organizzatori dell’evento che si terrà, ricordiamo, l’ultima settimana di Marzo e precisamente il 27, 28 e 29 presso la Città dei Ragazzi sita a via Panebianco (traversa Madre Elena Aiello) a Cosenza.

Siete tutti appassionati di fumetti e del mondo fieristico in generale, raccontateci da dove nasce il vostro sogno di realizzare la fiera nella nostra città?

11058795_911194335591784_7615641674355915963_nCARLO: Avendo girato maggiormente le fiere del Sud Italia, ed ammettendo di aver seguito servizi riguardo le grandi fiere presenti nel mondo (San Diego Comicon e Lodon Comi Con per citarne alcuni) ho sempre avuto il desiderio di vedere un qualcosa del genere a Cosenza. E come Sante confermerà, durante la visita al Lamezia Comics & co del 2013, col medesimo ci siamo posti questa domanda: “Perchè non a Cosenza?”. Andando a considerare la posizione geografica della nostra amata Città, facilmente raggiungibile da rispettive regioni come Sicilia, Campania, Basilicata e Puglia, siamo andati a concretizzare insieme a tutti gli altri componenti dello staff questo grande sogno, in modo da far scoprire questo nuovo mondo in questa parte della regione.

MARCO: Sì, da anni giriamo le varie fiere nazionali con molto entusiasmo e ci siamo chiesti perché non provare a portare un evento del genere a Cosenza, città da sempre interessata alle novità, specialmente culturali.

SANTE: Il sogno ha messo radici durante le prime visite al Lucca Comics and Games, circa dieci anni fa. Durante una visita al Lamezia Comics & co… nel 2013 io e Carlo abbiamo visitato questa divertente fiera lametina e lì abbiamo avuto un segnale: se una simile realtà era già approdata in Calabria allora poteva arrivare anche a Cosenza, che, per diversi fattori risulta una location perfetta ad ospitare una fiera del fumetto.

1503878_882316375146247_817281740853866336_nSicuramente avrete avuto molti ostacoli da superare in questo ultimo anno, cosa si prova a vedere il proprio sogno realizzarsi?

C: Organizzare un qualcosa di tale portata, è come affrontare una battaglia. Più conquisti (in questo caso è il raggiungimento degli obiettivi preposti durante l’anno), più hai la capacità e l’esperienza di affrontare determinate problematiche. Ma la soddisfazione più grande è il pubblico, tutte quelle persone che ti donano un sorriso e ti dicono che aspettavano un’evento del genere da anni. La vera soddisfazione sono queste persone che rendono ancora più unico questo sogno.

M: Ammettiamo che abbiamo avuto non pochi ostacoli, ma sono stati da monito per spingerci a realizzare tutto ciò. La grinta a superarli, quindi ci ha portato fino a questo punto e lasceremo al pubblico l’esito del successo.

S: E’ sicuramente soddisfacente ma non è una sorpresa: perchè se le idee e il relativo progetto  che le racchiude sono validi qualsiasi sogno può diventare realtà. Le difficoltà sono state e sono ancora molte, ma abbiamo accettato la sfida!

10173656_463906477073920_1309833624299670157_nNon siete solo organizzatori dell’evento ma anche cosplayer. Raccontateci di come vi siete avvicinati a questo mondo e quale è stato il cosplay a cui siete più legati.

C: Il mio avvicinamento? E’ stato per puro caso. All’età di 15 anni mi vestii da Corvo, ed andai alla Città dei Ragazzi per una festa di Carnevale. Li incontrai per puro caso una ragazza, che mi fece i complimenti per il “cosplay”. Da allora mi inizia a documentare, fino ad arrivare ai giorni d’oggi con un bagaglio di dieci cosplay all’incirca. I miei preferiti sono Ade di Hercules, e Ash Williams del film “Armata delle Tenebre” di Sam Raimi.

M: Precisiamo che non tutti siamo cosplayer, ma la passione di identificarci nei nostri eroi ci dimostra di come possiamo portare felicità e nostalgia nelle persone. Io personalmente sono legato a Zagor in quanto sostenitore del fumetto italiano.

Alcuni di voi lavorano in radio qui all’Unical, parlateci un po’ della vostra trasmissione La Rivincita dei Nerd e di come vi ha aiutato nella road to Cosenza ComiCS.

C: La Rivincita dei Nerd era un programma già presente nel palinsesto di Ponteradiounical. In seguito al mio ritorno nello staff, incotrandomi con Tommaso Mellace e Mario Iaquinta, decidemmo di riprendere il format nominandolo “La Rivincita dei nerd 33 e 1/3”. Nel Fru del 2014 è stato candidato come migliore format in rappresentanza della nostra web radio universitaria. Il contributo non lo ha fatto solo il programma nel quale sono co-conduttore, ma anche da parte di tutto lo staff (che ringrazio pubblicamente, per il sostegno sempre dimostrato) che attraverso gli altri format, hanno sempre dato le news dell’evento, oltre ad aver contribuito il 5 Maggio scorso con l’iniziativa avutasi all’Unical ed il conseguente annuncio di ciò che arriverà da qui a pochi giorni!

10647030_903324806378737_3555993986577957809_nCi siamo conosciuti ed abbiamo scoperto chi e cosa c’è dietro la fiera, ma ora vogliamo qualche dettaglio sul Cosenza ComiCS in sé. Alla faccia della prima edizione non vi siete risparmiati con gli ospiti importanti, tra i tanti, i nostrani Pasquale Anselmo e Massimiliano Veltri, la regina del Cosplay italiano Giorgia Vecchini e i nostri amici Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini di Lumina (intervistati quasi un anno fa qui). Chi di loro vi emoziona di più avere qui a Cosenza?

C: Ogni ospite è un’emozione. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere Giorgia al Lucca Comics, dimostrando di essere una persona molto disponibile. Mi permetto di ricordare anche i Final Fantasy Italian Project, Leon Chiro, Jessica Armanetti con i quali ho avuto il piacere di dialogare e trovarci su molti punti ( passioni, hobby etc) letteralmente d’accordo. Ma devo ammettere che la persona con la quale ho più a rapporti è Pasquale Anselmo. Conosciuto ad un suo evento in quel di San Fili, col passare del tempo si è stretto un rapporto di sincera e concreta amicizia, fino a sfotterci telefonicamente. E’ una persona unica, che ama la sua Città, ed è sempre pronto a dare una mano in qualsiasi cosa. Un Cosentino doc!

10363945_892391964138688_305369430732886582_nM: Personalmente, è come chiedere ad un genitore quale figlio preferisce. Personalmente mi emozionano tutti quanti perché farli venire a Cosenza è una grossa opportunità per dare visibilità alla cittadinanza.

Veniamo alle attrazioni, io sin da bambino amo i dinosauri e voi siete riusciti a portarli in città, diteci di più su questa mostra.

S: Dinosauri in Carne e Ossa non solo è la prima grande mostra italiana itinerante sui dinosauri, ma è anche la più accurata del mondo dal punto di vista scientifico.
Il Cosenza ComiCS sarà la prima tappa calabrese per le sue sculture a grandezza naturale. In fiera avrete la possibilità di ammirare il Pachyrhinosaurus, un grande erbivoro nordamericano dall’aspetto bizzarro.

11045389_908507712527113_2338269161661397992_nNon avete portato solo i dinosauri qui a Cosenza ma anche attrazioni dedicate al mondo di Doctor Who, di Ritorno al Futuro ed al fantasy e la fantascienza senza spoilerare troppo cosa ci aspetta in questa tre giorni?

C: Tutto è nato dall’amicizia con Peppe Mulfari (proprietario della fumetteria di Messina “La Torre Nera”), il quale mi ha mostrato le mostre a sua disposizione, ed esponendole all’intero staff del Cosenza ComiCS, l’idea è stata accetta con grande emozione. Anticipi? NAAAAAAH soffrite!!! 😀

Toccando tutti i punti della fiera non ci resta che parlare di videogiochi, com’è organizzata la sezione games della fiera?

C: Ci saranno una mostra videoludica (dalle prime alle ultime console), diversi tornei: dai retrogames alle console di ultima generazione, i tornei di carte. Il resto è tutto da scoprire!

10432465_909580845753133_7136028068578722785_nOra parliamo del vero divo del Cosenza ComiCS, Kepler il lupo, com’è nata l’idea per questa mascotte?

S: Il lupo silano è un animale caro a tutti i cosentini ragion per cui la nostra mascotte DOVEVA essere un lupo! Il suo nome, Kepler, fa riferimento all’omonima sonda spaziale scopitrice di mondi.
Ma Kepler sarà da solo ancora per poco… presto arriveranno altre mascotte che lo affiancheranno e ognuna di esse rappresenterà un’attività particolare della nostra associazione.

Bene ragazzi, è arrivato il momento di lasciarci, come per tutti i nostri ospiti vi chiediamo di lasciarci con alcuni consigli per i nostri lettori. Consigliate agli amici di Ultimate Comics World un titolo di un fumetto, di un film e di un videogame a cui siete particolarmente legati e che per voi è imprescindibile per il bagaglio di un Nerd con la N maiuscola.

C: Io mi butto sul suggerimento fumettistico: leggetevi assolutamente la serie di Graphic Novel , La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore. Cultura, ironia e saggezza in una ricca ed appassionante opera!

M: The Legend of Zelda: diciamo che seguo i precetti della triforza: Saggezza, Forza ma sopratutto Coraggio per arrivare alla meta.

S: Potrei parlarvi del mio grande amore cinematografico e quindi consigliarvelo, ma non ci sarà gusto perchè sicuramente lo conoscete già: Star Wars. Se invece non l’avete visto… no, non voglio pensare a questa triste possibilità!

Grazie a tutti, ci si vede il 27 in fiera 😉

Per qualsiasi info vi rimando alla pagina dell’evento Cosenza ComiCS, della pagina facebook, e soprattutto mettete mi piace alla fanpage di Kepler!!!!! Io ovviamente seguirò l’evento completo, e vi raccomando di partecipare numerosi!!!

Autore: Mike

Il salotto di Ultimate Comics World: Hadez

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Salve a tutti e bentornati ne Il salotto di Ultimate Comics World. In questo appuntamento incontreremo Ilaria Catalani e Silvia Tidei, le fantastiche autrici di uno dei webcomic più apprezzati dalla rete, e soprattutto apprezzati dal sottoscritto, Hadez 😉 Comunque innanzitutto vi invito con veemenza a leggere i due capitoli di Hadez pubblicati, li trovate qui, oppure sulla pagina facebook Hadez. Ogni venerdì le autrici provvedono a pubblicare una nuova pagina, il secondo capitolo è ancora in fase di pubblicazione. Fatta la mia introduzione, non rimane che passare la parola alle nostre amiche.

1901193_10204068177455494_8134004510598939808_nParlateci un po’ di voi, chi sono Ilaria Catalani e Silvia Tidei?

Ilaria: sono una stacanovista-ansiosa che avrebbe un sacco di voglia di andare al mare ma si sentirebbe troppo in colpa a farlo. In poche parole sono un’aspirante (non riesco a sentirmi ancora del tutto professionale e forse farò fatica a sentirmici anche in futuro hahaha) fumettista e illustratrice, attualmente di 24 anni!

Silvia: in poche parole, 27enne gattofila che ama fantasticare. E amo farlo attraverso il disegno; fumetto, illustrazione o colore che sia. Odio le situazioni troppo “quadrate” e dai gatti ho preso un po’ di pigrizia.

Da dove nasce la vostra passione per il fumetto? E quando avete deciso che sarebbe stato il vostro mestiere?
Ilaria: sin da bambina sono sempre rimasta affascinata dal mondo dei fumetti e dei cartoni animati. Sono cresciuta con i film Disney , guardando cartoni giapponesi e leggendo manga. Posso dire che ho sempre sentito questo mestiere come “mio”. Quando avevo 7/8 anni adoravo disegnare fumettini su fogli da stampante che poi andavo a “rilegare” con la pinzatrice per far finta di averne pubblicato uno! Era davvero troppo divertente per non continuare!

Silvia: ricordo di essere sempre stata portata e propensa al disegno ma la vera ispirazione che poi mi ha spinto ad arrivare al fumetto e a sceglierlo come strada da seguire sono stati i cartoni animati, iniziando da Dragonball. A 13 anni ero proprio in fissa! …Pensate che ricordavo a memoria quasi tutti i livelli di potenza…insomma sì, ero già matta…

hadezParliamo ora del vostro Webcomic, che fumetto è Hadez?

Ilaria: Hadez è un fumetto leggero, senza grandi pretese e che vuole farsi apprezzare per quello che è. Ha molto da raccontare e spesso mi ritrovo nella situazione di voler mettere così tanti dettagli nella storia da dovermi  frenare da sola e vietarmi di fare casino hahaha! Mi vengono in mente sempre davvero TROPPE cose per questa storia e purtroppo non sempre posso incastrare tutto al meglio…
Quello che posso dire è che è un fumetto “evolutivo”, parlando dei personaggi e delle situazioni… e in evoluzione  per quanto riguarda la storia. Un po’ come succede spesso in alcuni shonen giapponesi. La situazione si modifica e non si ferma a quello che è stato letto fin ora! Contiamo di riuscire a dare questa sensazione ai lettori al meglio delle nostre possibilità!

Silvia:  un fumetto che ci è molto caro, che è cresciuto con noi sin dai primi anni della nostra amicizia e che quindi ha molto di noi all’interno. E’ stato (ed è ancora) molto difficile dargli una forma; la storia è cambiata tante volte ma questa è la volta buona, finalmente! Hadez si propone di essere un fumetto divertente, leggero e allo stesso tempo coinvolgente e “caldo”; ma soprattutto cerca di farvi entrare un pochino nel nostro immaginario.

Pubblicate una pagina a settimana sul vostro sito, da cosa è nata la vostra collaborazione?

Ilaria: Sì! Per ora è quello che possiamo fare J siamo entrambe disegnatrici e solitamente lavoriamo separatamente, ma uniamo le forze una volta a settimana per pubblicare il nostro webcomic! Per quanto riguarda la collaborazione, come capita spesso, è nata da degli interessi in comune. Già prima di conoscere Silvia ho sempre avuto molto a che fare con le storie di fantasmi e pur essendone spaventata (lo ammetto, ho il terrore di queste cose!) ne sono anche sempre stata affascinata! Quando ci siamo conosciute ho capito che con lei potevo condividere questa “passione” e a darci la spinta è stato anche l’amore comune che avevamo per Tim Burton e i suoi film, soprattutto per The Nightmare Before Christmas che è stato il nostro grande punto di partenza per la storia di Hadez (e anche per il mio modo di disegnare, ecco spiegati gli occhi allucinati!).

10170871_297036360456837_3676249823582416226_nSilvia: beh la nostra collaborazione nasce principalmente dalla nostra amicizia. Ci siamo conosciute grazie ad un’amica in comune e abbiamo iniziato non solo a disegnare assieme ma anche a creare personaggi e storie assieme. Inizialmente era una cosa puramente da intrattenimento ma poi abbiamo deciso di trasformarla in una storia vera e propria con l’intento di partecipare al Morning International Comic Contest (nel 2008) . La storia che ne è venuta fuori non ci ha mai soddisfatto completamente, i nostri personaggi non potevano finire là così…volevamo trovare di meglio e c’era ancora tantissimo da raccontare. E così qualche anno dopo l’abbiamo ritirata fuori con un progetto ben più ampio!
Entrambe vi occupate sia della storia che dei disegni, come vi organizzate nel lavoro? Avete qualche aneddoto particolare da raccontare?
Ilaria: per essere pignoli, sono io ad occuparmi dei disegni delle pagine di fumetto e delle illustrazioni che Silvia va a colorare in seguito. Per quanto riguarda la decisione della trama, dell’impostazione del nostro lavoro e la pianificazione delle illustrazioni contenute negli albetti cartacei, sì, lavoriamo insieme…diciamo che ognuna fa quello che può e che riesce a fare! Io sono del tipo che se sto lavorando ad Hadez non riesco a pensare ad altro che a quello, mi succede anche mentre sto facendo qualcosa che con questa storia non ha niente a che vedere. Spesso chiamo Silvia o la contatto via internet per riferirle qualcosa che mi  venuto in mente, oppure me ne esco con disegni che poi le lascio colorare! Insomma faccio un po’ la libertina, ma è più forte di me, mi piace vivere così il mio progetto e Silvia non vuole ammetterlo ma un po’ mi odia per questo.

Silvia: ..non è stato facilissimo organizzarci per bene ma alla fine abbiamo trovato un buon metodo. Entrambe siamo fumettiste e quindi io ad esempio ci terrei a lavorare di più sulla parte disegnata delle tavole, ma è una cosa poco fattibile alla fine. Lavoriamo a trama e sceneggiatura assieme, parlandone dal vivo e scrivendo di getto la prima stesura di dialoghi. Poi dividiamo in tavole e Ila si occupa del layout che alla fine mi fa vedere in caso avessi qualche accorgimento da farle. Dopodiché io vedrò la tavola una volta finita e pronta per il colore. Pure in questa fase ci passiamo la tavola quasi finita, come fosse una pallina da ping-pong, per eventuali correzioni cromatiche (dannati schermi tutti diversi!!!), aggiustamenti e ritocchi finali. Il giovedì prima della pubblicazione in genere è il giorno più impegnativo perché il file non fa altro che caricarsi da un pc all’altro e aggiungi qui, ritocca lì, traduci il testo in inglese…dopo ogni pubblicazione c’è un sollievo!! Per il resto del materiale (illustrazioni, oggettini per le fiere etc) ci accordiamo assieme e ognuna propone uno schizzo-idea su cui poi lavorare eventualmente.

A chi o cosa vi siete ispirate per la caratterizzazione della storia e dei personaggi?

Lock-Shock-and-Barrel-lock-shock-and-barrel-18160774-1280-960Ilaria: Parliamo semplicemente dei 4 principali, per ora. Anno 2005 *musica di Star Wars* a quel tempo eravamo davvero in fissa con Tim Burton (Sì lo so che l’ho già detto mille volte ma è importante!) ! La nostra idea iniziale era quella di fare un fumetto molto semplice in cui i protagonisti fossero una ragazzina e un fantasma (ai tempi Hadez era un semplice fantasma, sì) e quindi ci siamo messe all’opera. La prima caratterizzazione del fantasmino (a cui risponderà Silvia qui sotto) era un po’ diversa rispetto a quella attuale e ovviamente la sua spalla femminile era Meredith! Di lei mi sono occupata principalmente io, mi sono ispirata semplicemente alle ragazzine un po’ dark, stile Emily the stange per intenderci, ma con qualcosa di più angelico…per questo abbiamo optato per i capelli biondi. Per i suoi boccoli mi sono ispirata semplicemente alle bambole di porcellana, graziose ma inquietanti! Proprio come è lei! Spesso ci sentiamo dire che Meredith è carina, sì, ma è creepy! E ne siamo felicissime perché è proprio quello che vogliamo!
In questa vecchia versione Ike, Kurt e il fratellino di Ike  (Dan) erano gli “antagonisti”( i soliti ragazzini rompipalle) ed è stata Silvia a disegnarli di getto la prima volta. L’unico accordo che avevamo è che fossero ispirati a Lock, Shock e Barrel di The Nightmare Before Christmas ! In seguito quello su cui ho messo più mano è stato Ike, modificando un po’ la sua pettinatura, i suoi vestiti e i suoi lineamenti! Il suo naso all’ingiù viene dritto dritto da “La bambina filosofica” di Vanna Vinci, alla quale al tempo mi ispiravo tantissimo (Adoro le sue strisce!) , così come il vestito principale di Meredith, era stato proprio uno dei vestiti presenti all’interno di uno dei numeri della “Bambina” ad ispirarmi!
Per quanto riguarda la “vita” di Ike, ci siamo ispirate moltissimo ad una nostra amica: la sua situazione famigliare, la sua mania per l’igiene personale etc…ma soprattutto alla mamma di questa ragazza, per creare il rapporto principale che c’è tra il nostro personaggio e sua madre!
In generale ci ispiriamo spesso a persone che conosciamo! Ci aiuta a rendere tutto più verosimile!
Tornando invece alla storia così come è adesso, ci sono tante cose che ci hanno ispirato! Io volevo assolutamente che il filone principale somigliasse soprattutto alle storie giapponesi sugli Youkai e sui mostri: come Hakaba Kitarou, Carletto il principe dei mostri etc…Per il resto ci sono davvero tante cose che mi sono spesso di aiuto, libri,telefilm (“Malcolm in the middle” è uno di questi) e film come Ghost Busters!
A darmi ispirazione per quanto riguarda i dettagli più “soprannaturali” ci sono state cose che mi porto dietro sin dall’infanzia: libri su i fantasmi con tanto di foto di ectoplasmi e varie … o giochi per pc come il vecchio Phantasmagoria della Sierra ! Insomma tutte cose che mi hanno levato il sonno in passato ma che ora ringrazio !!

1972430_275517472608726_1940356135_nSilvia:  Hadez è nato come fan character di The Nightmare Before Christmas e più precisamente era il nostro png nel gdr online che gestivamo assieme. Bei tempi, quelli…! Come carattere, ce lo siamo sempre immaginato così com’è ora: un po’ prepotente, un po’ fuori di testa e un po’ creepy (per forza, visto che seguiva l’ambientazione). Per quanto riguarda l’aspetto invece, inizialmente era un vero e proprio fantasma (ma non andateglielo a dire!!) e ci siamo ispirate ad Haku della Città Incantata di Miyazaki, anche se la dentatura la prende da Vado (Lock), di TNBC. Non aveva il corno bensì il triangolino bianco, tipico degli spiriti giapponesi. Poi invece abbiamo deciso che doveva essere qualcosa di più particolare e abbiamo cercato di personalizzarlo seguendo il gusto degli “youkai”.
Parliamo di Kurt, invece. E’ quello del trio (Iike, Kurt e Dan) che meno somiglia al personaggio da cui è ispirato, Shock. Volevamo un trio di maschietti e abbiamo tenuto solo i capelli lunghi, come caratteristica presa dalla streghetta. Da qui poi le cose si sono evolute in fretta: Ike si è subito rivelato come un personaggio “cazzone” e quindi gli ci voleva accanto qualcuno che completasse il duo (sì, perché Dan ha fatto in fretta a passare in secondo piano!). Quindi da qui viene il carattere apparentemente pacato e riflessivo. Per quanto riguarda la sua famiglia e la sua situazione, abbiamo preso ispirazione da numerose situazioni che ci sono sembrate interessanti o sfruttabili o che semplicemente ci piacevano. Ma di questo non diciamo altro visto che di Kurt si sa ancora poco e sarebbero tutti spoiler!

10410478_312545312239275_1468100594990855386_nSo che è quasi come chiedere a un genitore quale sia il suo figlio preferito, ma c’è un personaggio che preferite tra i protagonisti di Hadez?

Ilaria: sì infatti è difficile ma ho la risposta pronta. Il mio è sicuramente Ike, è il tipo di personaggio che fa per me, quello che ha spesso la battuta pronta, un po’ brontolone ma mai veramente arrabbiato! So che molti lettori lo detestano per questo suo lato “tutto fumo e niente arrosto” e la cosa mi diverte davvero un sacco!

10406733_312545345572605_212897810249212483_nSilvia: Beh, premettendo che li adoro tutti e ci sono affezionatissima, il mio preferito è Kurt. Diciamo che è quello di cui mi sono occupata più personalmente (come Ila con Ike), sviluppandone il carattere nel tempo. E’ il tipo di personaggio che mi piace di più, alla fine!

Lo scorso anno avete autoprodotto in forma cartacea il primo capitolo di Hadez, avete in programma di stampare anche il secondo e di continuare a promuoverlo nelle varie fiere?
Ilaria & Silvia: Assolutamente sì! Anche quest’ anno ci stiamo dando da fare per portare il secondo episodio sulla carta stampata! Se tutto va bene vorremmo comunque girare più fiere, questa volta, visto che per il primo episodio non ci è stato possibile.14893_10204068178615523_5701882667392697041_n

Torniamo a voi, quali sono le figure e le opere che più avete amato e che vi hanno ispirato nella vostra carriera?

Ilaria: ecco il domandone, lo aspettavo al varco! Hahaha! Le mie ricerche ed ispirazioni sono sempre in continua evoluzione…mi capita spesso di scoprire un “nuovo” autore/disegnatore e di innamorarmi perdutamente, al punto da voler rivedere tutto quello che ho fatto in precedenza! Purtroppo non sempre è un bene, non sono mai soddisfatta di quello che faccio anche per questo!
Ci sono però alcuni “amori” che porto avanti ormai da parecchio tempo, e tra i fumetti che ho seguito con più passione spiccano sicuramente Shaman King di Hiroyuki Takei e Black Sad di Canales e Guarnido. Tra i disegnatori, invece:  Joel Jurion, Gianni De Luca, Claire Wendling , Mine Yoshizaki. Anche i lavori della Disney mi sono spesso di aiuto!
In questo tipo di domande però rischio sempre di dimenticarmi qualcuno o qualcosa, sarebbe impossibile elencare tutto quello che mi fa impazzire!

Silvia: sono tantissime e ogni periodo ha avuto la sua ispirazione! Quindi vi dirò quelle attuali, tenendo conto che tantissimi nomi precedenti verranno omessi anche se la mia ammirazione per quegli autori di sicuro non è finita! Visto che ultimamente lavoro molto col colore, inizio con un illustratore che amo per le sue palette: Jon Foster. Come disegnatori invece Jim Cheung, Fiona Staples, Joel Jurion, Asumiko Nakamura, Becky Cloonan, Kaoru Mori…e sicuramente mi sto dimenticando qualcuno!

Oltre Hadez quali sono i lavori di cui andate più fiere?

Ilaria: per il momento non ho lavorato a nient’altro di così “complesso” quanto lo è Hadez . E’ il mio primo vero fumetto. Infatti ho molti progetti personali che vorrei sviluppare ma non ne ho avuto ancora tempo! Mi riservo questa domanda per il futuro 😛

Silvia: beh, sono molto felice di aver fatto una collaborazione con Danjou e Jurion, ma si tratta di un lavoro davvero piccolo. Per ora Hadez è il progetto più grande e coinvolgente a cui abbia lavorato!

Ilaria & Silvia: Oltretutto entrambe facciamo parte di un gruppo di disegnatori emergenti italiani, il “Level Up project”, con i quali collaboriamo alla creazione di artbooks e regali per autori che ci piacciono particolarmente! E’ una cosa che si sta ancora sviluppando ma sembra già dare i suoi frutti!

Bene, un ultima domanda, prima di lasciarvi andare, quali sono i vostri progetti per il futuro?

Ilaria: come ho detto prima, ho in mente altre storie che vorrei sviluppare…ma ultimamente sto cercando di vedere la mia vita diversamente e di pensare principalmente al presente! Ho voglia di mettermi in gioco ma penso di dover aspettare il momento adatto! Chi vivrà vedràààà~

Silvia: spero che nel mio futuro ci sia ancora Hadez, di certo non intendo chiudere il cassetto appena finita la storia! A parte questo, mi piacerebbe realizzare un fumetto interamente mio (e ho diverse idee in merito) e vorrei partecipare anche ad altri progetti fumettistici che puntino a case editric importanti. …Anche se il mio vero sogno nel cassetto è lavorare come character designer per videogiochi e spero tanto di avere una chance pure in questo ambito!

Ragazze vi ringrazio, e con me tutto l’Ultimate Comics World 😉

Ilaria & Silvia: grazie a voi!! Cii scusiamo per il ritardo con il quale abbiamo risposto a queste domande! 😀 è stato molto divertente e speriamo di non esserci dilungate troppo. Coff coff. Alla prossima!!! X)

Il successo di un fumetto si vede dall’affetto che riscuote presso i fan, soprattutto se si tratta di un webcomic, e dalle fanart prodotte, che trovate nella galleria in fondo insieme ad altre immagini tratte dal fumetto, il successo di Hadez sarà assicurato.

Autore: Mike

 

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Inaugurato a Cosenza il primo Museo del Fumetto del Meridione

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Il primo Museo del Fumetto del Meridione non poteva che nascere a Cosenza, città dalla lunga tradizione artistica in questo campo, dovuta specialmente agli eventi organizzati da Le strade del Paesaggio. Il museo è stato inaugurato giovedì 17 luglio, alle 18.00 a Cosenza, negli spazi della Galleria d’Arte Provinciale Santa Chiara, nel centro storico, nei pressi del Liceo Telesio.

museoLe opere che il Museo del Fumetto ospita sono doni di quegli autori che hanno conosciuto la città di Cosenza e le sue leggende, in questi anni di Festival. Sono esposte opere  dalle firme più prestigiose del fumetto italiano e non solo, si parte da Tanino Liberatore, creatore di opere come Ranxerox, dai Bonelliani Angelo Stano, Gianluca Cestaro e Bruno Brindisi, le cui matite hanno dato e continuano a dare forma e sostanza a personaggi di culto del fumetto italiano come Tex e Dylan Dog, arrivando a  Marina Comandini, a Davide Toffolo, che ha presentato una sua opera dedicata a Pasolini, e per concludere al creatore di Ken Parker, Ivo Milazzo, autore di un bellissimo ritratto di Fabrizio De Andrè. Il cantautore è omaggiato a dieci anni dalla sua scomparsa proprio a Cosenza da grandi fumettisti italiani attraverso un’importante mostra dal titolo Le nuvole di de Andrè le cui opere sono esposte al Museo.

Accanto ai fumettisti veri e propri, sono ospiti del museo anche grandi artisti del pop surrealismo internazionale tra i quali Jim Avignon, Nicola Alessandrini e David Vecchiato che hanno voluto raccontare il territorio cosentino attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.

Ricordiamo che Il Museo del Fumetto nasce dal partenariato tra la Provincia di Cosenza e la Società Cooperativa Cluster, per news ed informazioni vi rimando alla pagina de Le Strade del Paesaggio.

Autore: Mike

Museo del Fumetto di Cosenza
Galleria d’Arte Provinciale  Santa Chiara
Salita Liceo – Cosenza
Orario di apertura
ogni martedì, mercoledì, giovedì
dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 20.00

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Il salotto di Ultimate Comics World: Lùmina

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Per il secondo appuntamento di quest’anno con “Il salotto di Ultimate Comics World” vi abbiamo preparato una sorpresa (se vi siete persi il primo con gli autori di V!P -Very Important Powers lo trovate qui), abbiamo incontrato Emanuele Tenderini e Linda Cavallini, autori di Lùmina, uno splendido fumetto, difficile da categorizzare per la vastità di stili che racchiude, insomma è quello che in molti stanno definendo un capolavoro! Emanuele e Linda hanno deciso di avviare una campagna di croundfunding attraverso la piattaforma Indiegogo.com (qui), mancano solo 22 Giorni alla chiusura della campagna, quello che posso fare è consigliarvi di investire su di loro per il raggiungimento della soglia di 44 mila euro. Ma bando alle ciance conosciamoli meglio e lasciamo che siano loro a convincervi.

TendeRagazzi innanzitutto benvenuti su Ultimate Comics World, aiutateci a conoscervi meglio, chi sono Emanuele Tenderini e Linda Cavallini?

Emanuele: sono un disegnatore di fumetti Veneziano. Ho iniziato questa professione una decina d’anni fa, e per lo più ho lavorato in Francia e in America. Ho disegnato e colorato fumetti per gli Humanoidi Associati, Delcourt, LeLombard, Disney e Sergio Bonelli editore. Per quest’ultimo ho colorato lo “storico” numero 100 di Dampyr, il numero 250 di Dylan Dog e ho contribuito alla creazione del Dylan Dog Color Fest. L’ultimo fumetto che ho pubblicato qui in Italia, si inttola “DEI”, per Bao Publishing.

lindaLinda: Ciao, sono linda Cavallini, nata e sempre vissuta a Firenze,  lavoro come illustratrice per l’infanzia per le principali case editrici italiane (Mondadori, Giunti, Piemme, De Agostini, Gribaudo ecc) da circa 5 anni, ma da sempre coltivo parallelamente la vocazione da disegnatrice di fumetti.

Presentateci il vostro lavoro, che tipo di fumetto è il vostro Lùmina? A cosa lo paragonereste?

Emanuele: LUMINA è un fumetto di fantascienza. Raccoglie dentro di se’ tutto il retaggio visivo e culturale di videogiochi e cartoni animati che hanno segnato la nostra infanzia, con un “appeal” rinnovato e moderno. E’ un esperimento nuovo, in Italia, perché sarà finanziato attraverso lo strumento del Crowdfunding, ovvero saranno direttamente i lettori a produrlo, pre-acquistando la loro copia: è entusiasmante e creativo!

Linda: non saprei classificare Lùmina, forse si potrebbe definire un fantasy, ma alla maniera di un FinalFantasy8…. e anche paragonarlo ad altro sarebbe difficile. non perchè non ci siano richiami o ispirazioni dall’esterno, al contrario, è un completo mix di elementi e generi, c’è tutto quello che ha “conquistato esteticamente” me ed Emanuele da quando avevamo 10 anni ad oggi (quindi magari ci troverete un’eco di dragonball, come di mirror’s edge o tracce di Lost come di Nausicaa), un megafrullato di influenze quindi, chiaramente tutto filtrato attraverso la nostra personalità! 

Vi occupate entrambi della grafica, parlateci della vostra collaborazione, come vi organizzate?

Emanuele: si, Lumina è fatto interamente a “4 mani”. Un mix stilistico di fusione tra la tecnica di Linda e la mia. In media ci dividiamo i compiti in questo modo: Linda realizza i personaggi e io gli ambienti. Ma capita spesso che mescoliamo anche queste “responsabilità” e il risultato che ne esce è sempre nuovo, originale e perfettamente corrispondente alle aspettative di entrambi.

Linda: la suddivisione ci viene piuttosto spontaneamente, lui ha un talento da x-man nel plasmare colori e luce a suo piacimento, sempre guidato da una vera e propria necessità di ricerca e di innovazione. io sono da sempre appassionata disegnatrice di scketchbook e studio dei character. adoro disegnare personaggi. personaggi che si muovono, che hanno una storia, sentimenti e una personalità, personaggi che respirano, che recitano, che vivono. 

10313857_467496356729668_1591866525388129062_n Il vostro stile richiama molto lo stile francese ma anche quello del fumetto giapponese, seguite manga ed anime? E se si questi vi hanno dato ispirazione per le vostre tavole?

Emanuele: Seguiamo ovviamente tutto, dici bene: dal Francese al Giapponese, nonché la scuola Italiana e quella Argentina. Tendenzialmente la nostra fonte di ispirazione primaria è la “realtà” che ci circonda, filtrata con gli occhi dei “fumettisti”.
Uno dei maestri che ispira noi, ma ispira un po’ tutti, è sicuramente Moebius, poi c’è sicuramente il lavoro di Otomo e di Miyazaki e centinaia di altri autori, anche giovani e sconosciuti, che abbiamo modo di ammirare soprattutto in rete.
Le tavole sono un “mix” tra quelle che sono le ispirazioni derivanti dai fumetti e dai manga, ma anche da quello che riusciamo a metabolizzare, esteticamente, giocando ai videogames.

Avete deciso di autoprodurre Lùmina attraverso una campagna di crowdfunding su Indiegogo.com (passate qui per sostenere Lùmina), come mai questa scelta?

Emanuele: Volevamo creare un rapporto diretto con il nostro pubblico. Abbiamo molte idee e molta creatività da “sfogare” e il nostro desiderio era creare un interazione diretta con il nostro pubblico. Il Crowdfunding è uno strumento di libertà creativa, in Italia non funziona ancora come dovrebbe, siamo sempre un po’ indietro rispetto ad altri paesi, quindi era giusto provarci, per capire se in futuro si potrà considerare seriamente questa alternativa artistica.  Noi ci crediamo e lo stiamo dimostrando producendo un sacco di materiale, ora è il momento che ci credano anche i lettori per incontrarci “a metà” e realizzare assieme un progetto fantastico!

Linda: l’autoproduzione è anche un modo di “coccolare” in un modo tutto speciale il tuo progetto. come lo ami tu che l’hai creato nessun produttore esterno potrà mai amarlo, non potrà mai dargli tutta l’attenzione che vorresti dargli tu. nel caso del crowdfunding il procedimento è una collaborazione quasi intima con il pubblico che tiene a tal punto al tuo progetto da contribuire direttamente e in tempo reale con la sua nascita, assieme all’autore. è proprio un processo puro come dovrebbe essere in un mondo perfetto, tu racconti la tua storia a chi vuole ascoltarla!

575419_257544241058215_811103611_nDateci uno slogan, perché investire su di voi e su Lùmina?

Emanuele: Lumina è un’opportunità per tutti. E’ il pretesto creativo per realizzare un nuovo percorso futuro per il fumetto italiano nel mondo. E’ l’avanguardia ed un’idea che stiamo realizzando direttamente con i lettori, tutti ne sono coinvolti e tutti hanno in mano il destino del nostro progetto.

Prima di avviare il crowdfunding avete provato altre strade per produrre Lùmina?

Emanuele: Si, abbiamo provato a contattare degli editori, Italiani e Internazionali, ma era tutti “spaventati” dalla mole di materiale preparato e dalle alte aspettative che avevamo riguardo il progetto. Gli Italiani, addirittura, non ci hanno mai risposto.

Sembra che in Italia si abbia paura a fare le cose per bene.

Da molte vostre dichiarazioni si nota una certa vena polemica con la Bonelli ed il mondo del fumetto italiano in generale. Di certo in Italia si continua ad essere molto conservatori anche in questo ambito dimostrando di avere poco coraggio e di non voler investire su progetti nuovi ed originali. Cosa cambiereste nel mondo del fumetto nostrano?

Emanuele: oh no, non abbiamo nessuna vena polemica con nessun editore in particolare, io come ti ho detto prima ci ho anche lavorato con la Bonelli, e anche bene, quindi non c’è davvero nessun problema. L’unica cosa che ci intristisce un po’ è che non capiamo alcune “strategie” di marketing di certi editori (che forse, a ben vedere di “marketing” c’è veramente poco o nulla).

E’ chiaro: la Bonelli, nello specifico, ha il suo stile e il suo modo di fare, e fin qui non ci piove. Ci rendiamo conto in primis noi che Lumina non è un progetto adatto a loro e quindi non ci mettiamo nemmeno in concorrenza. E, tra l’altro, parlando sempre della Bonelli, è l’unico editore italiano che realmente produce fumetti.

Vorremmo, però, che gli editori italiani credessero un po’ di più nel proprio lavoro e avessero il coraggio di investire in idee un po’ più “innovative” che ad “avere paura” e ancorarsi a sempre le solite cose sono buoni tutti (ma non giova a nessuno), a creare qualcosa di nuovo, per cominciare a dettare nuove regole e cambiare le cose, eh beh, son capaci in veramente pochi, quasi nessuno attualmente in Italia.

298561_272243109588328_99934626_nLinda: io  vengo da un mondo (quello dell’illustrazione per l’infanzia) che è abbastanza estraneo alle dinamiche attorno ai fumetti, perciò da esterna rispondo che non ho proprio nulla contro bonelli ne contro altri editori, ne contro certi “stili  editoriali” solo mi piacerebbe che ci fosse un apertura un tantino più  elastica che permetta il prolificare sereno e gioioso anche di altri generi, magari nuovi e freschi in cui possano finalmente identificarsi anche i giovani lettori.

Torniamo a voi, cosa c’è stato prima di Lùmina?

Emanuele: io ho lavorato, come ti dicevo, per molti editori europei. In Francia sono conosciuto per lo più per fumetti di ricostruzione storica (come “Oeil de Jade” per gli Humanoidi Associati e “1066” per LeLombard). Lavoriamo da molti anni nel fumetto, non siamo proprio alle “prime armi”, di sicuro però un esperimento complesso e creativo come Lumina è un’ esperienza nuova ed appassionante che ci costringe, finalmente, ad alzare drasticamente l’asticella della qualità!

Linda: Beh, prima di Lumina ci sono un sacco di libri per bambini, storie di streghette, ballerine, animali magici ecc… questo per quanto riguarda il lavoro. approposito la mia ricerca personale tendo a toni e temi molto più cupi e perfino tetri, ma, avendo sospeso per un pò la mia routine da illustratrice (per lavorare su Lumina) ho un pò più di tempo e conto su un’evoluzione verso atmosfere più serene anche in questo campo.

Da quando nasce la vostra passione per il mondo dei fumetti e per il disegno? Quali sono state le vostre letture preferite?

Emanuele: la mia passione per il fumetto nasce molti anni fa, leggendo ogni settimana il Topolino. Ho sempre letto e disegnato e poi con l’ondata di produzioni giapponesi che hanno invaso l’italia negli anni ’80-’90 mi sono proprio innamorato di questo fantastico medium, tanto da farne una professione. E in Lumina, questo amore, si vede tutto.

Lindada che ho iniziato a disegnare ho iniziato anche a (cercare di) disegnare fumetti. nn ho memoria di quale sia stato il mio primo, forse charlie brown, o forse li’l abner, ricordo che mio padre aveva (e da qualche parte ha ancora) una nutrita collezione di Mandrake, di conan e un tomo rilegato da lui quand’era ragazzo, di Prince Valiant, che mi sembrava un tesoro, da trattare con cura, anche se era in inglese e con la tipica colorazione a primari quasi espressionista da quanto era aggressiva!

Però sicuramente i primi a colpirmi sono stati i manga. e il mio primo amore fu “saint seya” poi da lì è stato un susseguirsi continuo durante tutta l’adolescenza. solo più tardi ho scoperto i fumetti francesi e rivisto con cognizione di causa quelli americani. gli italiani li ho sempre snobbati! 😀

10172623_466988420113795_7617690449224866323_nCi sono delle figure che vi hanno ispirato nella vostra carriera?

Emanuele: sicuramente Jean “Moebius” Giraud, è l’autore più straordinario in assoluto, che mi spinge ogni giorno a dare il meglio di me. Ci vuole coraggio a fare questo lavoro e creare mondi “sconosciuti”, e Moebius ci aiuto a capire come affrontare le difficoltà.

Linda: tutti e nessuno. stimo molto tutti gli artisti che riescono a trovare sinceramente il loro stile personale e che naturalmente si esprimono attraverso di esso. alcuni riescono a farlo morbidamente per una carriera intera(tipo moebius o miyazaki magari) altri ci riescono solo in alcune opere, ma dalle quali traspare un messaggio, la scintilla che le rende uniche e vive.

Continuate a leggere fumetti? Cosa in particolare?

Emanuele: adoro i manga, sono gli unici fumetti che davvero, ancora, mi divertono un sacco. Io sono molto legato ai “classici”, per cui capita che in questo periodo mi sto rileggendo, per l’ennesima volta, Slam Dunk! Per non dire che sono eccitato all’idea dell’aver saputo riguardo la nuova serie animata su Sailor Moon..ma questa è un’altra storia..! J

Linda: si, anche io adoro sopratutto i manga, sono gli unici di cui mi piace leggere le storie. perchè ce ne sono per tutti i gusti, sono il giusto equilibrio sempre tra leggerezza da intrattenimento e intrigo appassionante con eventuale spunto per riflettere. sempre ad un bel ritmo serrato che quando hai finito un volumetto ti senti soddisfatto di aver letto un sacco e nn vedi l’ora di leggere il seguente. seguo anche fumetti esteticamente bellissimi di autori come guarnido o fernandez, ma confesso di nn provare nemmeno a leggerli..  trovo che l’ultimo fumetto che ho letto gustandomi sia la storia che l’estetica è stato le tre ombre di pedrosa. vabè, mica bruscolini.

Vi siete ispirati a qualcosa o a qualcuno per la caratterizzazione dei personaggi e l’ambientazione della storia?

Emanuele: in particolare amiamo molto i videogiochi come Final Fintasy, direi che l’ispirazione l’abbiamo avuto direttamente da quel genere di storie. Ma come ti ho detto all’inizio stiamo mescolando tutto il nostro retaggio culturale in un unico, immenso calderone! Vedrete che progetto vi racconteremo…!

C’è un mistero legato alla storia di Lùmina, cos’è Fruff? 😉582818_210577665754873_1746834575_n

Emanuele: ahahahah! 😉 questo lo sveleremo alla fine della storia raccontata in Lùmina! ;D

Cosa c’è nel vostro futuro oltre al progetto Lùmina?

Emanuele: per ora tutte le nostre energie sono concentrare in Lumina. Se riusciremo, grazie ai lettori, a vincere la campagna di crowdfunding si apriranno un sacco di porte per la realizzazione di molti altri progetti, che non riguardano solo i fumetti! Per cui, aiutateci a realizzare questa rivoluzione, contiamo su di voi!

Ragazzi non posso che ringraziarvi a nome di tutto l’Ultimate Comics World per la chiacchierata e per averci dato la possibilità di conoscere voi ed il vostro lavoro, colgo l’occasione per darvi un caloroso in bocca al lupo per tutto 😉

 

Autore: Mike

Di seguito una galleria di tavole del lavoro di Linda ed Emanuele su Lùmina.

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Il salotto di Ultimate Comics World: V!P

VVVV

Ragazzi finalmente torniamo con la nostra cara rubrica “Il salotto di Ultimate Comics World” ospiti d’eccezione sono Roberto Gallaurese ed Ernest Yesterday, i due fantastici autori del celebrato Webcomic V!P-Very Important Powers. Lo scorso anno è stato pubblicato il primo volume (lo trovate qui) con annessa campagna di Crowdfunding per autoprodurlo, e per il 2014 è prevista l’uscita dell’attesissimo secondo capitolo della storia! Conosciamo meglio i due autori, a voi la parola ragazzi!!!

Aiutateci a conoscere gli ormai famosi autori di V!P Ernest Yesterday e Roberto Gallaurese, diteci qualcosa su di voi?

RG:  Abbiamo scritto delle finte Note Biografiche che corrispondono alle nostre controparti fumettistiche (anche noi due siamo tra i personaggi del nostro fumetto, giusto per alimentare il nostro egocentrismo) e devo ammettere che sono più interessanti delle nostre vite reali! Io scrivo da quando potevo riciclare fogli da disegno avanzati alle Scuole Elementari e non ho più smesso (ancora oggi prendo appunti sui tovagliolini di carta al bar imbarazzando chi mi sta accanto). Vivo il glorioso “Sogno Italiano” che consiste nel barcamenarmi tra più lavori e coltivo la passione per la scrittura nello sporadico tempo libero. Oltre a “V!P” ho scritto sceneggiature per cortometraggi, racconti e numerosi altri prodotti fumettistici (questi ultimi quasi sempre in coppia con l’amico Ernest).

10327288_738770736168056_537748522_nEY: Lavoro nel campo della grafica e della comunicazione… ma nulla che assomigli neanche vagamente a fumetti o illustrazioni. Disegno sin da quando avevo il culo glabro… e continuo a farlo con V!P e con alcune occasionali collaborazioni. Roby, visto che è Ernest Yesterday che parla forse avrei dovuto rispondere come il personaggio di V!P ?

Per chi ancora non vi conoscesse presentateci il vostro lavoro in poche righe, cos’è V!P?

RG: Trattasi di Web-Comic che ha iniziato la sua avventura online nel 2011 anche se il primo germe creativo e la prima riunione (a casa mia) che ha portato alla genesi dello spunto risale ormai al 2009. “V!P” immagina che i supereroi esistano e siano appannaggio europeo se non, addirittura, italiano. Un corpo di pace a cui si perdona tutto e che salvaguarda il Paese riempiendo, nel frattempo, le copertine di ogni rotocalco. La storia prende piede quando l’arrivo di una minaccia imprevedibile costringerà i cittadini comuni a rendersi conto che questa generazione di tizi in costume nasconde molte ombre e che forse affidarsi a loro non è stata una buona idea…

EY: Tranquilli, non credo di avere nulla da aggiungere.

Avete deciso di introdurre il mondo dei Supereroi (quelli veri), in un ambiente per loro storicamente “innaturale”, l’Italia e l’Europa, da cosa sono nati questo progetto e la vostra collaborazione?

RG: Abbiamo sempre pensato di ambientarlo in Italia proprio perché era stimolante. Quanti scontri fra superesseri sono avvenuti a New York??! Mentre una battaglia tra eroi e criminali che si scontrano nel cuore di Roma, per ora, l’abbiamo fatta solo noi! 🙂 Mi interessava raccontare le storture e le esasperazioni nostrane usando un genere iper-codificato come quello dei supereroi. In Italia abbiamo questa malsana abitudine di spettacolarizzare qualsiasi cosa, trasformando casi di cronaca nera in appassionanti “gialli” a uso e consumo dello spettatore e a rischio, persino, di essere di ostacolo alle indagini. Se dovessero apparire davvero dei supereroi, probabilmente, finirebbero per vivere più in talk-show e spot pubblicitari piuttosto che sulle strade.

EY: Io odio i supereroi. L’idea di ambientare V!P in europa è un astuto e originalissimo stratagemma per convincermi a disegnare migliaia di pagine

Siete due tipi molto originali, molto presenti sui social e sulla rete in generale, avete promosso il vostro lavoro con molti video e lanciato anche le V!P Nomination, avete qualche aneddoto da raccontare sulla vostra collaborazione alla nascita di V!P?

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RG: In realtà l’aneddoto che più amo ricordare non riguarda la nascita di “V!P” ma la sua diffusione, quando l’uscita del primo video-blog su Youtube in cui raccontavamo, ironicamente, l’intero progetto è finito sotto gli occhi di Sarah Jane, speaker di “Radio Deejay”. Mi contattò complimentandosi e proponendo a entrambi di parlare di “V!P” in diretta durante il suo programma. Il “ritorno d’immagine” a seguito di quei pochi minuti ci ha portato parecchi nuovi iscritti e ha contribuito a dare una mano alla promozione del fumetto. Ricordo anche con piacere i molti scambi con personaggi del mondo dei fumetti che prima conoscevo solo per il loro operato e che, spesso, si sono rivelati davvero persone squisite con cui confrontarsi e a cui chiedere consigli, da Daniele Rudoni a Patrizia Mandanici citando anche Alberto Ponticelli.

EY: Appena lanciato il progetto V!P ideammo il profilo twitter di Vessillo Nero. Vessillo Nero era il nostro personaggio più famoso, carismatico e amato fino a quando Roberto non lo uccise a pagina 7 o 8, non ricordo. Beh, quando è uscito il capitolo con la sua morte una ragazza ci contattò affranta perché, presumibilmente, pochi minuti prima del suo atroce assassinio lei stava twittando con lui.  Non so se mi sono spiegato ma è una cosa che fa ridere.

10342706_738770702834726_1585416573_nIn V!P nasce un nuovo mondo di supereroi, a chi o cosa vi siete ispirati per la caratterizzazione della storia e dei personaggi?

RG: La storia ha subito numerose riscritture e se in principio le citazioni o i riferimenti sembravano davvero troppo evidenti (“Watchmen”, “Dark Knight Returns” “Powers”), con il passare del tempo, delle puntate e delle revisioni ci siamo distaccati dalle fonti di ispirazione e abbiamo trovato una nostra dimensione. Per quanto mi riguarda il nucleo di “V!P” sono i personaggi e i loro rapporti. Conflitti con la famiglia, ruoli che sei costretto a rivestire per il bene della società ma che tu, in fondo in fondo, non vorresti affatto; la ricerca disperata di una certezza riguardo a chi tu sia veramente e quanto tu possa essere davvero “te stesso” nella vita. Insomma, tutti quei quesiti che prima o poi si affacciano nella nostra testa in diverse età e fasi del nostro percorso. Se non avessi questi elementi come “base” probabilmente il tutto si ridurrebbe a una serie di scazzottate ed esplosioni.

EY: Mi piace pensare che sia stato lo stile grafico di V!P a dettare le sue stesse linee guida. Ad esempio lo stile vettoriale dell’opera è stato, sin dall’inizio, uno dei tanti espedienti per riuscire a produrre un gran quantità di materiale con poco tempo a disposizione. Infatti, una delle sfide più interessanti di V!P è stata quella di riuscire a garantire in maniera costante un prodotto omogeneo e coerente pur non essendo un autore professionista. In sostanza una cosa molto più vicina all’artigianato che all’arte di cui tanto si parla in giro.

Sicuramente tra quelli che avete creato ci sarà un personaggio a cui tenete particolarmente, chi preferite tra coloro che popolano il mondo di V!P?

10338998_738770726168057_1092733557_nRG: Ironicamente i due personaggi che amo di più scrivere si sono limitati a una comparsata nel Volume 1 e faranno faville solo nel Volume 2. Vapore Oscuro, fratello di Volto della Notte, è meravigliosamente cinico e incattivito da una vita che non gli ha dato nulla (anzi, gli ha pure tolto molto, ha un braccio atrofizzato) a differenza del fratello che invece primeggia da quando erano piccoli. In compenso è dotato di un’intelligenza e un’astuzia che lo renderanno determinante nelle vicende che scoprirete. Storpio, bruttarello, cinico ma parecchio astuto: in pratica è il nostro Tyrion Lannister!! 🙂  L’altro personaggio che amo è la ragazza che i lettori hanno intravisto durante la battaglia che chiude il Primo Atto e di cui non posso ancora dire il nome ma che entrerà a fare parte del Cast Fisso. Bella, parecchio risoluta ma anche profondamente nerd e dalla battuta pronta. Un bel personaggio femminile forte e caratterizzato, da tempo volevo svilupparne uno così.

10335879_738770729501390_717335776_nEY: A me piace quello giallo e rosso. In genere prendo Hulk e lo vesto come un Power Ranger.

Torniamo a voi, cosa c’è stato prima di V!P? E cosa ci sarà dopo?

RG: Prima di V!P numerosi tentativi, di incerto esito. Dopo V!P confido che l’impegno profuso da entrambi e la resa finale possano permetterci di considerare meno utopistica l’eventualità di lavorare in questo ambito.

EY: Molti fumetti fatti apposta per il mio cassetto. Poi, una fase finale a Lucca. Poi, una storia a puntate di un centinaio di pagine “La Pietra Celtica” in collaborazione con il Corriere di Novara. Per il futuro spero di guadagnare un sacco di soldi con i fumetti così da non doverli disegnare mai, mai più.

Ogni autore solitamente è sempre stato anche un grande lettore di fumetti, quali sono le figure e le opere che più avete amato e che vi hanno ispirato nella vostra carriera? Consigliateci qualche storia che per voi rappresenta la Bibbia di ogni amante della nona arte…

RG: Troppi nomi, potrei scrivere un interminabile intervento. Cito gli autori che leggo oggi e  che “inseguo”in tutte le case editrici e su tutti i personaggi di cui si occupano: Bendis (l’opera omnia, se potete, privilegiando i suoi noir “Goldfish” e “Torso” e, ovviamente, “Powers”), Millar (“Wanted” i due cicli degli “Ultimates”, “The Authority”), Brubaker (tutto il ciclo di Capitan America ma anche gli splendidi “Incognito”, “Gotham Central” e “Sleeper”), Hickman (“Nightly News” e “Pax Romana” su tutti), Vaughan (ogni singola pubblicazione). Da ragazzo nutrivo una passione totalizzante per il Dylan Dog di Sclavi e l’Alan Ford di Magnus & Bunker, pubblicazioni rischiosissime ma che hanno lasciato il segno su di me, dall’approccio anticonformista ai personaggi fino all’amore per i dialoghi infarciti di battute.

EY: Preferisco i libri ai fumetti. In genere, tolti i grandi classici e pochi autori, intorno a pagina 27 vengo colto da una noia mortale. Che sia per questo che li disegno?

Lo scorso anno avete autoprodotto in forma cartacea, con il sostegno di molti fan, il primo atto di V!P, adesso però ci tocca fare qualche domanda scomoda, tutti noi fan vogliamo delle news sul secondo atto di V!P, cosa avete in serbo per il futuro?

RG: Il Volume 2 uscirà in un punto imprecisato del 2014. Non si tratta di segretezza, è solo che siamo sepolti dal lavoro e non abbiamo intenzione di metterci personalmente il cappio al collo come facevamo per le puntate del Volume 1 in cui annunciavamo la data d’uscita prima ancora di iniziare a scrivere e disegnare! Vogliamo lavorarci con la dovuta calma e senza pressioni, specie quelle auto-imposte. Sarà molto diverso dal Primo Atto, sia nello stile narrativo (niente puntate brevi ma un’unica vicenda ad ampio respiro) sia in quello grafico. Partiremo due anni dopo le vicende dell’Atto Uno e vedremo come Italia ed Europa siano cambiate a seguito di ciò che è avvenuto ai danni dei nostri superuomini. Alcuni personaggi nuovi, molti colpi di scena, molti fili narrativi chiusi perché non vogliamo tirarla troppo per le lunghe ma anche l’introduzione di nuovi temi che, in base all’accoglienza che avrà il volume, potremmo esplorare nel prossimo futuro.

EY: Lo stile grafico sarà evoluzione e distruzione di quello che è stato fino ad ora. Evoluzione perché sarà un affinamento della tecnica vettoriale, soprattutto nelle linee e nelle forme. Distruzione perché sarà un Noir andando a togliere quello che era stato uno degli aspetti più apprezzati del primo atto: il colore.

Ed ecco a voi due tavole inedite del Volume II di V!P, gentilmente passateci sottobanco dal grande Enrnest Yesterday, ma non ditelo a Roberto 😉

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Ragazzi, tutto il popolo di Ultimate Comics World vi ringrazia!!!! Continuate così, e lunga vita a V!P!! 😉

RG:  Noi ringraziamo immensamente voi! Quando volete siamo qui pronti a tediarvi con altri lunghissimi interventi!

EY: Saluti.

Autore: Mike

 

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Il salotto di Ultimate Comics World: Nedeljko Bajalica

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Salve a tutti gli amici di Ultimate Comics World, inauguriamo oggi una nuova rubrica intitolata “Il salotto di Ultimate Comics World”, volete sapere di cosa ci occuperemo? Dopo aver intervistato, nella rubrica Comix World Revolution, i giovani ed aver indagato sul nuovo modo di discutere di fumetti attraverso la rete, in questa nuova rubrica i protagonisti saranno proprio coloro che creano i nostri oggetti di culto. Il primo ospite che intervisteremo è Nedeljko Bajalica, autore di fumetti, allievo del maestro Jacovitti e gestore dell’interessantissimo blog Over The Roofs – Le Avventure di Carta di Ned, dove vi segnaliamo due interessanti rubriche, adatte a chi ama il mondo dei fumetti e vuole conoscere e imparare sempre qualcosa, 300:Trecento libri per una biblioteca essenziale sul fumetto e il Gusto degli altri. A questo punto passiamo a conoscere meglio Ned con la nostra intervista.

Ciao Ned allora dicci un po’ chi sei? Cosa fai? Da dove vieni?

Sono un autore di fumetti di quasi quarant’anni, mezzosangue (papà serbo e mamma italiana) che disegna fumetti in modo professionale dal 1992.

Quando hai deciso che il tuo lavoro sarebbe stata la nona arte? E da dove nasce questa tua passione?

Onestamente non saprei cosa risponderti. Nel senso che fino ai tredici anni non avevo la minima idea di cosa fossero i fumetti essendo un fan dei cartoni giapponesi. Poi un giorno, per caso, mio padre mi regalò un suo vecchio diario Vitt con una storia di Cocco Bill; sfogliandolo, pensavo:”voglio disegnare come questo signore qua!

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Hai lavorato con uno dei maestri del fumetto italiano Jacovitti, parlaci un po’ di lui.

Un uomo molto buono, umilissimo, ironico, bastian contrario, fumava sempre il sigaro, disegnava direttamente con l’inchiostro e lavorava dal primo mattina fino al calar del sole instancabilmente; ma soprattutto era un genio nel vero senso del termine. Una personalità fortissima.

Oltre al maestro Jacovitti, a chi ti ispiri per il tuo lavoro?

Adoro le caratterizzazioni di Bill Watterson, la poesia di Krazy Kat, la sintesi di Toth, il bianco e nero di Munoz, il tratteggio e le storie di Micheluzzi, il segno di Frederick Peeters, la scioltezza di Ciryl Pedrosa… e l’elenco potrebbe continuare… anche se e bene solo guardarli e poi cercare di fare come hanno fatto questi artisti e non quello che hanno fatto.

Quali sono i tuoi lavori di cui vai più orgoglioso? E che traguardi hai raggiunto con il tuo lavoro?

Generalmente quando faccio un lavoro tendo a dimenticarlo… Fui abbastanza soddisfatto di “Ci vediamo Domani”, fumetto che realizzai nel 2005 ma riguardandolo oggi non lo so… Che tipo di traguardi si possono raggiungere oggi… non è facile il mondo dei comics. Un paio d’anni fa realizzai delle strip sul mondo della moda per la rivista di una grossa corporation d’abbigliamento; la rivista era tradotta in tutto il mondo ed era di eccellente qualità. Il punto è: quanti veramente avranno visto quelle strip?

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A questo punto parliamo di fumetti più in generale, sarai stato sicuramente anche un lettore di fumetti, per cui ti chiedo, quali sono i tuoi fumetti preferiti? E in che modo hanno condizionato la tua vita e la tua carriera?

A essere onesti non compro un fumetto da quasi un anno; l’ultimo fu Portugal di Cyril Pedrosa davvero molto bello come il suo precedente, lo splendido Tre Ombre. Diciamo che ne ho comprati e letti abbastanza dal 1987 (e cioè da quando mi sono appassionato alla nona arte) a qualche anno fa. Amo i grandi classici: Krazy Kat, Rip Kirby, Male Call, Red Barry, Popeye, i Peanuts, Pogo, i -fumetti di Jack Kirby, tutto Jacovitti, Corto Maletese, i lavori di Eisner… e altri che al momento non mi vengono in mente. Delle nuove leve, mi piacciono molto, oltre al già citato Pedroza, Lupus e Pillole Blu di Frederick Peeters, le short stories di Adrian Tomine,  Blast di Manu Larcent… mi è piaciuto molto il fumetto di Davide Reviati Morti di sonno. Tutti in un modo o nell’altro condizionano il mio percorso artistico anche se, ripeto, non m’interessa fare QUELLO CHE HANNO FATTO LORO ma fare COME HANNO FATTO LORO, non mi stanco mai di ripeterlo anche nei miei corsi di fumetto.

logo-il-gosto-post-'Torniamo al lavoro, di cosa ti stai occupando in questo momento?

Lavoro a diversi progetti. Ne ho realizzato uno che ho proposto in Francia e aspetto ancora alcune risposte. Sto lavorando già a un’altro progetto che spero di presentare quanto prima… Poi porto avanti le rubriche “Jac e Ned”, “300: trecento “libri” per una biblioteca essenziale sul fumetto” e “Il gusto degli altri – Gli autori e il loro idoli di carta”.

Abbiamo fatto visita al tuo blog Over The Roofs – Le Avventure di Carta di Ned, da dove è nata l’idea di pubblicare il tuo fumetto in rete?

Se ti riferisci alla strip Un Mondo Migliore, fu pubblicata nel 2008 sul web magazine Coreingrapho e poi trasferita nel mio ex sito Avventure di Carta. Ora il mio sito è stato inglobato nel mio blog Over The Roofs – Le avventure di carta di Ned. Recentemente anche il blog Barnabooth ha ripubblicato le strip di Un Mondo Migliore. Comunque è un lavoro ormai vecchio, appartiene al passato.

Che progetti hai per il futuro?

Disegnare fumetti per tutta la vita… ma anche altre cose ovvio…

Bene Ned siamo arrivati al termine…  Ti ringraziamo per la pazienza, e per aver accettato di rispondere alle nostra domande, buona fortuna per tutto.

Grazie a voi e buona fortuna per il vostro bel sito.

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