Secret War – Recensione

Secret War

Recentemente la Marvel ha iniziato a puntare molto su un tipo di fumetto più maturo, introducendo gruppi di “anti-eroi” come i Thunderbolts o l’Accademia dei Vendicatori, ma anche gruppi di supereroi che combattono il crimine segretamente senza essere vincolati da nessuna regola morale. Ad esempio è impossibile non citare Rick Remender, che recentemente ha riportato in auge questo genere, con le sue testate “Uncanny X-force” e i “Vendicatori Segreti”.

Un autore che nella sua epoca d’oro ha contribuito ad un universo Marvel più maturo e realistico, è Brian Michael Bendis, che nel 2004 ha pubblicato “Secret War”, che oggi proverò a recensire.

La storia gira attorno a una missione Top Secret guidata dal capo dello Shield Nick Fury, che coinvolge Capitan America, Luke Cage, Daredevil, Spider-man, la Vedova Nera e Wolverine. I sei eroi non ricordano nulla di quel che è accaduto durante la missione, ma quando un anno dopo i sei subiranno degli attentati da parte di alcuni supercriminali, per Nick Fury arriverà il momento di dare molte spiegazioni riguardo alla missione, e del perché non ricordano nulla della misteriosa “Secret War”.

Raccontare la trama senza fare degli spoiler è sostanzialmente impossibile, infatti la storia divisa in cinque numeri, è estremamente lenta. Ci vogliono ben due numeri per presentarci il gruppo di eroi, e un terzo per capire a grandi linee la trama. Nel momento stesso in cui la trama inizia a prendere forma, siamo già arrivati allo scontro finale, e al conseguente epilogo del fumetto. Questo è comprensibile visti i pochi numeri a disposizione, ma è nella bravura di un autore capire i propri limiti narrativi, e utilizzare le pagine concesse nel migliore dei modi. Bendis invece si dilunga molto su cose davvero futili, tralasciandone altre importanti come l’approfondimento dei personaggi e soprattutto la trama.

Per fortuna parliamo di Bendis, e se le sue scelte narrative si possono spesso ritenere discutibili, i suoi dialoghi rendono il ritmo generale della storia piuttosto buono, evitando dei momenti di noia, nonostante persistano dei dubbi sull’andamento della storia, che per metà volume sembra non portare da nessuna parte.SecretWar03_21

Ad alzare la media del fumetto ci pensa Gabriele Dell’Otto che ci offre ancora una volta dei disegni degni di nota. Ottimo anche il design dei nuovi costumi, che in effetti vediamo solo in copertina e in alcuni flashback della misteriosa missione compiuta dai sei eroi. Questi flashback sono però in bianco e nero, quindi l’impegno degli autori nel design dei costumi è sostanzialmente vano, rendendo inspiegabile una così grande cura dei particolari.

Dell’Otto ci offre anche degli ottimi combattimenti corali, degni del crossover “Secret Wars” che probabilmente Bendis ha voluto omaggiare con la sua opera.

Concludendo “Secret War” ha molti difetti da un punto di vista narrativo, ma risulta comunque abbastanza scorrevole, e con un finale ben strutturato, che nell’ormai lontano 2004 ha avuto delle importanti ripercussioni sull’universo Marvel. Gli splendidi disegni di Dell’Otto trasformano ogni tavola in una piccola opera d’arte. Ottima anche l’ultima ristampa italiana, che nonostante una qualità della carta mediocre, ci presenta una gran quantità di contenuti extra, che faranno davvero gola agli appassionati.

VOTO: 7.0

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