Comix World Revolution: Il Bar del Fumetto

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Salve a tutti amici di Ultimate Comics World, inauguriamo oggi una nostra nuova rubrica Fumettari 2.0, in questa rubrica ci occuperemo di intervistare coloro che promuovo l’arte del fumetto sulla rete, nelle forme più fantasiose, Social Network, o sarebbe meglio dire Social NERDwork in questo caso, pagine Facebook, blog o canali YouTube, insomma una versione 2.0 delle discussioni tra amici in fumetteria. La nostra prima intervista sarà con coloro che si sono spinti più in là con questa iniziativa, i nostri amici de Il Bar del Fumetto, il primo luogo digitale in cui possiamo discutere di fumetti, film, videogame e tutte le Nerdate che ci appassionano.

bar del fumetto

Bene, a questo punto non resta che iniziare questa chiacchierata.

Innanzitutto facciamo conoscenza, parlateci di voi chi siete cosa fate nella vita?

Dietro le quinte del bar ci sono tre loschi figuri, i nostri nomi sono: Vincenzo, Giampiero e Giuseppe.

Io sono Vincenzo Recupero, ho 33 anni e nasco a Messina in una lieta giornata primaverile della fine degli anni 70. A parte un quadriennio romano, ho sempre vissuto felicemente a Messina, città in cui vivo tuttora con mia moglie Cristiana ed il mio bulldog Santino. Nella vita faccio il medico, sono un oculista, appassionato di windsurf, tifoso del Milan e, come avrete capito, ho una atavica passione per i fumetti e la nerdaggine.

Mi chiamo Giampiero Bronzetti, ho 32 anni e sono un nerd terminale dalla tenera età di 13 anni. Nel tempo libero, svolgo la professione di avvocato nella mia città: Messina. Come detto, sono un nerd di vecchia data e lo sono a 360°: manga, comics, giochi di ruolo, magic, miniature, etc.. Da qualche mese mi impegno insieme a due amici nella gestione del sito ilbardelfumetto.com, che mi da la possibilità di occuparmi di una delle mie più grandi passioni.

Mi chiamo Giuseppe Donato, lavoro in IBM a Torino dove mi occupo della gestione di server di posta elettronica e servizi antivirus/antispam per clienti business su scala mondiale. Sono appassionato di tecnologia fin da bambino, quando a 11 anni comprai il mio primo Spectrum ZX80, seguito come tutti dal C64.

Schermata 2013-01-23 alle 23.50.38Adoro il mondo dell’informatica, in qualsiasi sua applicazione (ci lavorerei pure gratis!). Da circa 15 anni, da privato, faccio siti internet di ogni genere. La passione nacque quando iniziai a lavorare a 21 anni a Messina; l’azienda che mi assunse faceva siti internet e, sebbene conoscessi davvero pochissimo di quel mondo, imparai a farli giorno dopo giorno. Negli anni ho imparato ad usare gli strumenti necessari per programmare siti internet ad un buono/ottimo livello: programmazione PHP, database MySQL, jQuery, Ajax e CSS. Sviluppare un sito per me è come concepire e crescere un figlio. Bisogna avere le idee chiare fin dall’inizio su come strutturare il sistema, permettere al sito di avere una sua vita propria in futuro, una sua autonomia. Il bar del fumetto è probabilmente la massima applicazione da me scritta a livello tecnologico, in quanto sfrutta tutte le tecnologie più moderne, in piena rivoluzione web 2.0, nel quale la sincronia delle informazioni viaggia su database su flussi asincroni Ajax (facebook usa le stesse tecnologie, ad esempio). Questo è il futuro del web, questo è ilbardelfumetto.com!

Parlateci un po’ della vostra passione per i fumetti, da dove nasce e cosa preferite? Suggeriteci un titolo a testa.

Vincenzo: la mia passione per i fumetti (per i comics in particolare) nasce tanto tempo fa in una galassia lontana: il 1991. Anno in cui, per puro caso, comprai ad una fiera il numero #1 di X-men di Chris Claremont e Jim Lee (a dire il vero era più un mercatino dell’usato che una fiera ma, si sa, i ricordi di bambino vengono sempre un po’ romanzati), comunque fu l’inizio della fine. Da allora leggo fumetti di (quasi) ogni genere ma il primo amore (gli X-men) non si scorda mai. Come dicevo in precedenza ho sempre avuto una predilezione particolare per il comics americano ma ricordo ancora quando iniziai a leggere Dragon Ball, era appena arrivato in Italia: fu un successo clamoroso e, con Giampiero (che frequentava il mio stesso liceo), era un aaaricorrente argomento i discussione. Se devo suggerire un titolo vado su Watchmen (risposta scontata, d’accordo) ma credo si tratti di un’opera inarrivabile del comic made in US (il genere che prediligo) per profondità dei personaggi, fascino del contesto storico e per il meraviglioso intreccio creato dalla sceneggiatura di Alan Moore. insomma quando l’ho letto mi ha strabiliato. Ma visto che siamo in tema vi dico anche le serie attualmente in corso che preferisco: American Vampire della Vertigo e The Walking Dead della Image.

Giampiero: Il mio primo approccio con i fumetti risale circa al 1990. Mio zio, un grafico pubblicitario di Milano, aveva una enorme libreria piena zeppa di fumetti, che io guardavo con un misto di timore e curiosità. Avevo 10 anni e, mentre ammiravo Lupo Alberto, Asterix e i primi Dylan Dog, di certo non potevo sapere che quella sarebbe diventata la mia più grande passione. Intorno ai 12-13 anni iniziai a frequentare la fumetteria. Erano gli anni della morte di Superman per mano di Doomsday e della Image di Todd McFarlane. Per anni ho comprato solo comics. Spawn, Devil&Hulk, Superman, Batman, Spider-man, X.Men e compagnia bella; posso tranquillamente affermare di essere principalmente figlio della cultura fumettistica americana. Tuttavia, nonostante la mia chiara propensione al fumetto supereroistico, durante gli anni della scuola i miei compagnetti più nerd iniziarono a leggere un curioso fumetto giapponese da sfogliare al contrario: Dragon Ball. Ogni 15 giorni si attendeva spasmodicamente l’uscita delle avventure di Goku & co., senza poter avere alcun tipo di anticipazioni. La febbre manga ci mise poco a salire, e in brevissimo tempo seguivo già tantissime testate: Saint Seya, Hokuto No Ken, Le Bizzarre Avventure di JoJo, Maison Ikkoku, Orange Road, Dash Kappei, etc.. Nel frattempo, ovviamente, non ho mai abbandonato il mio primo amore ed ho continuato a seguire anche molte uscite americane. Ho letto manga per circa una decina d’anni. Poi, gradualmente, ho aumentato la percentuale di comics a discapito degli acquisti made in japan, fino a comprare quasi esclusivamente fumetti USA. Ovviamente, oggi compro di tutto: supereroi, graphic novel, Vertigo, italiani e compagnia bella, anche se la mia predilezione al momento è per i prodotti targati Marvel. Non c’è un fumetto in particolare che consiglierei ad un neofita. Ormai, la varietà della produzione fumettistica in commercio consente a chiunque di trovare pane per i propri avidi dentini. A chi ricerca avventure esotiche, ad esempio, consiglierei Corto Maltese o la terza serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo, a chi vuole azione e combattimento, presterei Onepiece o la run di Punisher a firma di Garth Ennis. Per converso, se si volesse indirizzare su un’opera più matura, consiglierei certamente la lettura di V per Vendetta o Daredevil: Born Again.

L’unico consiglio che mi sento di dare a chi si avvicina al mondo del fumetto, è di approcciarsi a questo mondo senza alcun pregiudizio, cercando con cura le opere più adatte ai propri gusti.

A questo punto, vi abbiamo conosciuto meglio, parliamo del Bar del Fumetto, da cosa nasce questa fantastica idea?

loghettoVincenzo: L’idea nasce per puro caso. Noi tre siamo dei grandi appassionati di calcio e, ovviamente,  tifosissimi. Io sono un milanista terminale, Giampiero un aquilotto laziale (chissà perché considerato che é nato a Bari e vive a Messina) e Peppe uno juventino sfegatato. Cosa c’entra questo coi fumetti? La nostra prima idea, trovandoci spesso a discutere (verbo inappropriato, sarebbe meglio dire: litigare) con i nostri amici sui social network, é stata di creare un sito che fosse un ibrido tra un social network ed un blog  dedicato ai tifosi, uno spazio virtuale interattivo in cui tutti gli utenti potessero partecipare: é nato così ilbardellosport.com. Da li ad arrivare al bar del fumetto il passo é stato breve. Vista la passione mia e di Giampiero per il mondo dei fumetti (e per l’universo nerd in generale) abbiamo coinvolto Peppe in questo nuovo progetto che é stato modellato a misura di nerd: il sito é diviso in sezioni apposite (recensioni, comics, manga, serie TV, cinema, videogames), i profili utente sono personalizzabili, c’è la possibilità di condividere le proprie collezioni di fumetti, di scrivere recensioni che, una volta pubblicate nella home del sito, diventano visibili a tutta la community favorendo così lo scambio di opinioni e la conoscenza di nuovi contatti (nerd ovviamente).

Quali sono i vostri ruoli nella nascita del socialnerdwork?

Come anticipavo prima, l’idea parte da me e Giampiero, ma é stato Peppe a trasformare l’idea in una bella realtà. Ma non ci fermiamo qui, ci confrontiamo spesso per cercare di migliorare e customizzare ulteriormente il bar. Vedrete delle belle novità nei mesi a venire…

Il bar cresce di giorno in giorno, che numeri avete raggiunto ad oggi?

Vincenzo: Siamo partiti da poco più di 3 mesi ma abbiamo già avuto un buon riscontro: tanti utenti partecipano attivamente sul social e si é già creata una bella rete di contatti con tanti appassionati. Andando ai numeri siamo molto soddisfatti: abbiamo avuto di media circa 25.000 visite al mese.

Che obiettivi avete per il futuro?

Giampiero: L’obiettivo principale è l’allargamento della comunità e una sempre maggiore diffusione del sito. Naturalmente, questo non può che passare attraverso un costante miglioramento, sia sotto il profilo tecnico, che dal punto di vista strettamente contenutistico. E’ necessario offrire news sempre aggiornate e recensioni imparziali e di buon livello; tutto questo, senza perdere mai di vista l’aspetto squisitamente social.

Ragazzi grazie e in bocca al lupo per tutto, continuate così, siete grandissimi 😉

Autore: Mike

Un Wrestler per la casa delle Idee

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Siamo abituati a vedere personaggi del mondo dei fumetti, supereroi, cimentarsi con la lotta, misurarsi con il mondo del Wrestling, è il caso di Spider-Man, de la Cosa, o dell’Uomo Tigre per spostarci in Oriente, questa volta però è il mondo del Wrestling a entrare in contatto con quello dei fumetti, attraverso uno dei suoi uomini più rappresentativi e controversi, CM Punk.

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La Marvel ha scelto CM Punk per scrivere l’introduzione all’edizione cartonata dell’evento Avengers vs X-Man, forse più noto come AVX.

Vediamo un po’ chi è questo CM Punk. All’anagrafe Phil Brooks, lottatore di Chicago, attuale detentore della cintura di WWE Championship da oltre un anno, CM Punk è una delle figure più controverse del WWE Universe, appena campione è stato protagonista del salto da atleta Face a Heel, ed ora sta confermando a più riprese la sua cintura a suon di magheggi, coadiuvato dal suo manager Paul Heyman.

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È inutile nascondere l’amarezza di un fan tradito, Punk era l’idolo delle folle prima di diventare uno dei wrestler più odiati della federazione di Stanford, però non c’era figura più indicata nella WWE per rappresentare questo intricato e controverso maxi-evento che è AVX. Punk non solo è un grande appassionato di fumetti, è un wrestler e come sostiene Axel Alonso a USA Today nessuno meglio di lui può comprendere le dinamiche teatrali dietro un evento del genere, CM Punk metterà il suo cuore e i suoi muscoli al servizio della Marvel per scrivere questa brillante intro.

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Lo stesso CM Punk in un’intervista a USA Today parla di questa opportunità offertagli dalla Marvel, inoltre descrive il suo stile di scrittura come sarcastica e autoironica.

CM

Di certo la scelta della Marvel è stata coraggiosa, ma anche molto azzeccata, non vediamo l’ora di leggere questa introduzione.

 

P.S.

Punk anche se ti apprezzo, io ora tifo Ryback!!!!Ryback-WrestleMania-29

 

 Autore: Mike

Diario di una Cosplayer: Lucca Comics & Games

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Salve ragazzi, sono Mio94 e volevo provare a scrivere una rubrica sulle mie esperienze in fiera, così magari qualcuno di voi si appassiona e inizia a frequentarle!
Vorrei iniziare col parlarvi della fiera più importante d’Italia, nonché la terza più grande al mondo: sto parlando del Lucca Comics. La fiera si estende per tutta la città, all’interno delle mura, e può essere visitata liberamente. Per l’accesso agli stand, invece, è necessario munirsi di un biglietto il cui costo varia di anno in anno, restando però al di sopra dei 10 euro. Il Lucca Comics è una fiera piuttosto cara, ma vale davvero la pena visitarla almeno una volta, e soprattutto vale il prezzo dei biglietti. All’interno degli stand, infatti, si possono trovare molti ospiti di rilievo, come per esempio Paolo Barbieri, illustratore di famosi libri, o vari ed importanti doppiatori.
Ma, a mio parere, la parte più bella della fiera si svolge al di fuori degli stand. Si può incontrare una miriade di cosplayer, fotografarli e magari stringere amicizia con loro. La soddisfazione più grande però si ha invece quando la foto la vengono a chiedere a te; dopo tanti giorni di duro lavoro, la tua fatica viene ricompensata.
Inoltre il Cosplay Contest del Lucca Comics non può assolutamente essere perso: vi partecipano cosplayer da tutta Italia, dando luogo ad uno spettacolo superlativo per il pubblico di aspiranti cosplayer e non.

Autore: Mio94

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Chi si nasconde dietro i nostri grandi eroi: Alfred Pennyworth

Bentornati amici di Ultimate Comics World, rieccoci con il nostro appuntamento con le interviste ai personaggi che permettono ai nostri supereroi di andare avanti, e chi meglio di Alfred Pennyworth può occupare un posto d’onore in questa categoria? Il famoso maggiordomo della famiglia Wayne, factotum del miliardario Bruce Wayne, svolge un ruolo fondamentale in casa, nella fondazione ed anche nella sua doppia identità.

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Presentiamo una scheda del nostro ospite:

Nome                    Alfred Thaddeus Crane Pennyworth

Autori                   Bob Kane, Jerry Robinson

Esordio                 Batman n. 16,  Maggio 1943

Familiari              Wilfred (fratello), Dafne (nipotina)

Salve signor Pennyworth. Benvenuto.

Salve a lei e buona sera a tutti.

Finalmente il signor Wayne le ha concesso una serata libera per partecipare alla nostra intervista.

Diciamo che spesso sono io a non voler prendere una vacanza, il signor Bruce insiste sempre per questo, pensi che erano oltre due anni che non prendevo una serata libera. Stranamente quando manco da Villa Wayne succede sempre qualcosa di strano, per questo preferisco restare sempre in servizio.

Ahahah ha ragione, lei è come se fosse il Batman dei maggiordomi, in questi anni è stato non solo maggiordomo, ma anche cuoco, giardiniere, infermiere, contatto radio ed anche genitore per il signor Wayne, è stato praticamente la colonna portante della famiglia Wayne dopo la tragendia. A questo punto mi viene spontaneo chiederle cosa la rende così speciale?

Innanzitutto vorrei puntualizzare il mio ruolo nella famiglia Wayne, io sono stato assunto dal dottor Thomas Wayne, padre del signor Bruce, dopo la tragedia, il signor Bruce era soltanto un bambino, e rimase solo al mondo. In quel momento non me la sono sentita di abbandonare il figlio di un amico ed ho deciso di restargli accanto, contribuendo a farlo diventare l’uomo che è, insieme alla dottoressa Leslie Thompkins.

Signor Pennyworth, capisco che la famiglia Wayne rappresenti una parte importante della sua vita, ma noi questa sera non vogliamo parlare di Bruce Wayne, il nostro supereroe per questa sera è lei! Ci parli dei suoi studi in Inghilterra.

Ho frequentato fin da ragazzo le più prestigiose accademie per maggiordomi, seguii anche dei corsi aggiuntivi di medicina, letteratura classica e teatro, perché un maggiordomo deve essere sempre pronto  a tutto, da una discussione sui poemi classici, all’estrarre un proiettile dalla spalla di qualcuno. Devo dire che, alla luce dei miei anni passati al servizio della famiglia Wayne, questi corsi sono stati molto utili, specialmente quello di medicina.

Sappiamo di lei che ha prestato servizio presso le più importanti famiglie inglesi, come mai ha deciso di seguire il dottor Wayne negli Stati Uniti, nell’oscura citta di Gotham City per giunta.

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È vero, ho servito nelle migliori case inglesi ma l’offerta del dottor Wayne, del quale non divenni solo un semplice maggiordomo e autista, ma anche un grande amico, mi entusiasmò, sa com’è per un inglese andare a portare il bon-ton a quegli zoticoni degli americani è sempre una sfida interessante, in una città come Gotham poi è ancora più ardua come impresa.

A questo punto parliamo un po’ di Batman. Lei è l’uomo In più per Bruce Wayne, ha partecipato attivamente alla nascita del Cavaliere Oscuro, ci parli un po’ del suo contributo alla storia di Batman.

Quando il signor Bruce ha bisogno di aiuto io sono sempre presente. Lo ammetto, quando il signor Bruce ha deciso di intraprendere della lotta al crimine nella sua città Gotham City, affinché nessuno veda morire i propri cari come è successo a lui da bambino, ero spaventato non ero sicuro potesse farcela, Gotham era una città malata e lo è ancora ma Batman ha trovato la cura, combattere la paura con la paura stessa. Il signor Bruce scelse il suo alter ego proprio pensando a cosa lo spaventasse di più, i pipistrelli e decise che quella sua paura l’avrebbe usata contro i criminali e sarebbe diventata la sua più grande forza.

Io ho collaborato con il signor Bruce, e collaboro con lui in quasi tutte le sue missioni, restando perennemente in contatto radio, oppure fornendogli una copertura durante le sue improvvise sparizioni, in pratica sono una sorta di angelo custode per lui, è come se avessi anche io una doppia identità, maggiordomo di giorno e Sidekick un po’ attempato di Batman di notte.

Ha mai avuto problemi a trovare scuse per le sparizioni di Bruce Wayne dalle sue numerose serate mondane? Ci racconti qualche aneddoto particolare se le va.

Il signor Bruce, ha fatto quasi tutto il lavoro, con il suo comportamento da miliardario, playboy, eccentrico, bastava alimentare un po’ il gossip per distogliere l’attenzione dalla sua assenza. È capitato più di una volta al signor Bruce di accompagnare giovani belle donne a serate mondane e poi sparisse per qualche missione, indovinate a chi toccava poi riaccompagnarle a casa?

A questo punto spostiamo la nostra attenzione sul cinema, l’ultimo attore ad impersonarla sul grande schermo è stato il pluripremiato Michael Caine, cosa ne pensa di lui e delle trasposizioni cinematografiche di Batman in generale?

Senza nomeCosa vuole che le dica? Michael Caine non si discute, è un attore superlativo, lo testimoniano i numerosi lavori fatti ed i numerosi riconoscimenti ottenuti. Anche se sono molto legato all’interpretazione di Michael Gough, come a tutta la quadrilogia di Tim Burton-Joel Schumacher.

I film di Nolan sono spettacolari, dei capolavori direi, ciò che ha contribuito a renderli tale è l’interpretazione degli attori, a partire da Caine, passando da Bale, nei panni di Batman, per arrivare all’ultima arrivata Anne Hathaway, nei panni di Catwoman. Nonostante tutto io non disprezzerei eccessivamente il ciclo precedente, ritengo infatti che le basi per la Gotham di Nolan siano state gettate da Burton fin dall’89 con il suo Batman.

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Inoltre le rivelo una curiosità, il cinema mi ha cambiato la vita. Nei mie primi anni al fianco del signor Bruce ero in netto sovrappeso e senza capelli, dopo la prima trasposizione televisiva di Batman nel 1943, in cui venni interpretato da William Austin, un uomo composto, con fisico magro e asciutto e dei sottili baffi, decisi di prendermi una vacanza, mi rimisi in forma e tornai proprio come volevo diventare, un uomo come William Austin. Peccato che gli attori che mi interpretarono dagli anni ’80 in poi abbandonarono questa mia caratteristica.

Grazie per questa sua interessante rivelazione. Bene signor Pennyworth il tempo a nostra disposizione è finito, la ringrazio per la chiacchierata, è stato davvero interessante parlare con lei.

Grazie a lei ed agli amici di Ultimate Comics World per le domande, e per la curiosità che avete dimostrato per un semplice maggiordomo.

Autore: Mike

Vecchio Logan, un Western on the road.

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50 anni nel futuro, come sarebbe l’universo Marvel? La grande accoppiata Mark Millar-Steve McNiven, autori di Civil War, ultimo vero grande crossover di casa Marvel, immagina come sarebbe stata la Terra se tutti i supercriminali si fossero uniti per spazzare via gli eroi. Perfino l’X-Men Wolverine è sparito dalla circolazione, il nostro Logan, stanco, anziano, è stato spezzato moralmente dai suoi nemici, l’immane tragedia che ha colpito gli X-Men, tragedia causata proprio da Wolverine, sotto l’influsso degli inganni di Mysterio. Tutto questo lo ha spinto ad appendere gli artigli al chiodo ed a dedicarsi ad una vita da agricoltore con la moglie Maureen e i figli Scotty e Jade, in California o meglio, com’è conosciuta ora, Hulkland.

old_man_logan_mapI supercriminali che sconfissero gli eroi infatti si sono impadroniti del mondo, spartendosi gli Stati Uniti, nacquero l’Hulkland, il regno di Kingpin, Doom’s Lair e il quartiere del presidente.

L’unica preoccupazione di Logan era diventata quella di pagare per tempo i suoi debiti ai Banner, i figli del gigante di giada Hulk.

loga-cover-3Irrompe sulla scena Clint Barton, l’ex Vendicatore Occhio di Falco, offrendo all’ex amico di accompagnarlo durante una consegna misteriosa attraverso tutti gli States in cambio dei soldi per saldare il suo debito con i Banner. Parte cosi un Western on the road, con protagonista un Logan che, anche nei disegni, ricorda il vecchio Clint Eastwood. In questo viaggio coast to coast Logan e Clint affrontano numerose avventure ricche di azione e di sangue, nonostante Wolverine abbia deciso di non estrarre più gli artigli,  scene rese magnifiche dalle tavole di McNiven. I due affrontano il nuovo Kingpin, incontrano dinosauri della Terra Selvaggia fusi con il simbionte Venom, uomini-talpa che distrugono le poche citta rimaste nutrendosi della carne dei cittadini.

La traversata si conclude a New Babylon con uno scontro con il Teschio Rosso, colui che decise di unire le forze per distruggere gli eroi, e autoproclamatosi presisdente. Dopo averlo decapitato utilizzando lo scudo di Cap, ironia della sorte il Teschio indossava proprio i panni di Cap come trofeo, recupera i soldi che gli spettavano e ritorna alla sua fattoria. Al suo arrivo Logan trova uno spettacolo agghiacciante, la sua famiglia è stata fatta a pezzi dai Banner, «Hanno detto che si annoiavano», riferisce il vicino, implorandolo di non prendere decisioni avventate, «Il mio nome non è Logan, cocco… è Wolverine!» risponde il mutante canadese davanti ai cadaveri dei suoi cari.

wolverine66turnervarianWolverine parte per vendicare la sua famiglia, affronta Bruce Banner, ormai diventato folle per via delle radiazioni gamma, e lo elimina, decidendi di risparmiare soltanto il suo ultimo figlio, prendendosene cura e partendo da lui per formare un team di eroi che possa liberare la Terra da questa piaga.

La saga è stata pubblicata per la prima volta sul mensile dell’artigliato canadese tra il 2009 e il 2010, in sette parti, ed in seguito come volume unico nella collana 100% Marvel. La storia scorre bene, forse eccessivamente semplice, ma le scene d’azione e gli intrighi sul passato di Logan la rendono molto coinvolgente, inoltre troviamo molte sorprese dal passato come la Ragno-Mobile e gli Uomini-Talpa oppure figure molto interessanti quali Emma Frost. Insomma fumetto di qualità con un possibile futuro al cinema a mio avviso, con un volto così ed una storia così Logan non può che essere interpretato dal buon Clint Eastwood voi cosa ne dite?

Autore: Mike

Vomitando arcobaleni…

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Comincio dicendo che aspettavo da tanto, tantissimo tempo di avere l’opportunità di sproloquiare su 07-ghost! Ora che ce l’ho avuta, mi spiace per chi dovesse leggere, perché credo che la cosa assumerà contorni bimbominkieschi fin da subito! *-*

Chiedo scusa in anteprima, ma quando qualcosa mi piace, divento così! ç///ç

07-ghost è un manga venuto fuori dalla sapiente testa di Yuki Amemiya e dalla brillante matita di Yukino Ichihara. Un connubio rivelatosi a dir poco perfetto!

In questo manga, azione e avventura si mescolano bene, eppure le sfumature indicano che non si tratta affatto di uno shonen. Tutt’altro! 07-ghost può a buon diritto essere proclamato josei, o addirittura shonen-ai. Josei, perché sì, è sicuramente rivolto molto più a un pubblico femminile che maschile, e perché tratta argomenti che un normale shojo non potrebbe trattare. E shonen-ai, perché sì, c’è un legame talmente forte tra i due protagonisti, entrambi uomini, che si potrebbe parlare tranquillamente di amore (“shonen” significa ragazzo, mentre “ai” significa amore), ma attenzione! Il bello è che non c’è niente di esplicito e molte sono le voci contrastanti che si sforzano di vedere 07-ghost come un semplice shonen.

La storia si rivela intricata e ammetto di essere stata una temeraria in questo. Ma passiamo agli aneddoti che mi legano a 07-ghost!

Ero alla fiera del Romics 2011 e una pila di volumi di 07-ghost n°1 se ne stava lì allo stand della Panini, in attesa di essere notata. Per l’occasione della prima pubblicazione in Italia, ogni volume costava solo 1,99.

Prima che dal prezzo, ricordo che rimasi affascinata dalla copertina, in cui comparivano un ragazzo aggrappato ad un uomo piuttosto bello.Immagine “È uno shonen-ai” fu il mio primo pensiero, l’unico che avrebbe potuto attirare la mia attenzione al 200% (LOL). Ne presi in mano una copia e la cominciai a sfogliare. Poi fui assalita dalle solite domande da senso di colpa: “Lo prendo o no? Ma costa solo 1,99. Ma se poi lo inizio e voglio continuarlo? No, non posso proprio.”

Ricordo di aver girato per la fiera avanti e indietro, sempre soffermandomi su quello stand della Panini, ancora indecisa. Ma era un richiamo, un maledetto richiamo insistente. Così alla fine, prima di andare via, lo comprai.

Cominciai a leggerlo e il primo pensiero fu “ma di che diavolo si parla?!”. Diciamo che fu un primo impatto burrascoso! La storia risultò intricata fin da subito, fin da subito comparivano buchi neri e domande, che per un primo volume non sono il massimo e che scoraggiano da subito i più prudenti (ma io, per fortuna, prudente non lo sono :D).

Andando avanti, il tutto, per quanto ingarbugliato fosse, mi prendeva. Si parlava di un ragazzo, Teito Klein, cresciuto in accademia militare come “macchina da guerra”, senza alcun ricordo del proprio passato, eccetto che per qualche frammento. Un primo volume davvero caotico, dove quello stesso ragazzo, a causa di strane circostanze che gli restituiscono un altro frammento della sua preziosa memoria, riesce ad individuare nel proprio generale, Ayanami, l’assassino di suo padre (padre che Teito non ricordava di aver mai avuto). Conseguentemente a ciò, Teito verrà poi imprigionato e salvato dall’amico più caro, Mikage Celestine.Immagine

Nella lesta quanto caotica e convulsa fuga dall’accademia, Teito si imbatterà in alcuni vescovi – uno dei quali Frau, con cui fin da subito Teito instaurerà un profondo legame – che lo salveranno e aiuteranno. Ma cosa nascondono questi bellissimi e divertentissimi vescovi, ognuno strambo a modo suo? Chissà! 😀

Finito il primo volume, restai un po’ perplessa. “Gli do fiducia acquistando il secondo volume, oppure no?”

Ma sì, gli ho dato fiducia! Non mi pentirò mai della mia scelta.

Non racconto altro sulla trama, non racconto gli sviluppi, poiché odio spoilerare cose, però ad oggi, dopo più di un anno dall’uscita italiana, al quattordicesimo volume appena finito di leggere, posso affermare con certezza di aver trovato IL manga del mio cuore.

07-ghost non è mai banale. Sa mettere di buon umore, e poi sa far piangere, toccando in profondità argomenti delicati. C’è dolore, c’è disperazione e c’è morte. Tragedia e mille difficoltà. Cose con cui l’essere umano si confronta sempre. E poi c’è la speranza… L’amicizia, l’affetto, l’amore. La risalita, la resurrezione dalle proprie ceneri.

In 07-ghost c’è tutto questo, e di più. C’è un mondo da scoprire e ci sono personaggi, tutti di forte spessore psicologico, sia i buoni che i cattivi (ma la linea è sottile e dipende sempre dai punti di vista), da capire e amare. ImmagineAncora oggi non riesco a trovare un aggettivo che da solo possa esprimere ciò che 07-ghost è e vuole essere. Ed è per questo che lo consiglio vivamente a chiunque ami evadere, anche se per poco, dal logorio del grigiore quotidiano. ❤

Detto questo, dopo aver vomitato arcobaleni pensando a 07-ghost, vi saluto con amore! 😀

EmJay**